martedì 27 settembre 2011

Si balla sui ghiacci del Po

DRAMMI E COMMEDIE DELL’INVERNO

43 SOTTO ZERO

METEOROLOGI E JETTATURA – ECATOMBE DI NASI – SAMOIEDI E JACUTI A SPASSO

Mosca 19/02/1929


Siamo arrivati a 43 gradi sotto lo zero.
Temperature così basse nella Russia Europea non venivano registrate da parecchie decine d’anni.
Alcuni affermano che bisogna risalire all’epoca dell’invasione napoleonica
e della sua disastrosa ritirata, per ritrovare un freddo simile o quasi.
Ed, invero, con 43 gradi sotto lo zero, il nostro pensiero spontaneo si rifà a Bonaparte e agli
orrori di quelle terribili giornate di Mosca e della Beresina, che dovevano segnare il principio della sua tragedia.
Contro simili attacchi della natura, l’uomo non poteva che soccombere.
Ma i buoni moscoviti che serbano nella memoria dei 40 gradi sotto zero di circa un
secolo fa, ora se la prendono con i meteorologi.
I poveri meteorologi secondo i moscoviti questi non l’imbroccherebbero mai,
onde il tempo sarebbe sempre il contrario di quello previsto dai fallaci strumenti
di questi scienziati.
Ma il fatto di sbagliarla sarebbe il meno, perché il grave consiste consiste
in un altro fatto di natura molto più seria:
i moscoviti attribuirebbero ai poveri meteorologi la terribile negativa virtù
-facciamo i debiti scongiuri – della jettatura.


IL GHIACCIO NEL DESERTO

Cairo 19/02/1929


Un ondata di freddo ha raggiunto il deserto fra Marsa Matruh e l’oasi di Siwa.
Il deserto in quel punto è stato coperto dal ghiaccio dopo un abbondante pioggia.
La città del cairo gode invece del più bel sole.


INONDAZIONI MINACCIATE DAL DISGELO IN AUSTRIA
QUANTO E’ COSTATO IL FREDDO: 185 MILIONI

Vienna 19/02/1929



Il tempo rimane mutevole e perciò le preoccupazioni nutrite nei giorni scorsi
in fatto di rifornimento di carbone non sono ancora scomparse.
Se a Vienna l’aumento della temperatura minaccia di determinare
una catastrofica liquefazione della neve ed a fare sorgere il pericolo che i ghiacci
del Danubio sciogliendosi provochino inondazioni su lunghi tratti,
dalla Cieco Slovacchia telegrafano che il movimento ferroviario
è tutt’altro che normale e su molti punti può svolgersi soltanto su di un binario.
Le officine elettriche ed i gasometri viennesi difettano di carbone in allarmante misura.
Anche gli stabilimenti industriali sono in condizioni criticissime.
Il freddo intenso però si fa ancora sentire nelle regioni montuose e numerosissimi
branchi di lupi affamati si spingono fin presso i centri abitati facendo anche qualche vittima.

NUOVA ONDATA DI GELO IN PRUSSIA
GLI ISOLANI DEL BALTICO SENZA VIVERI – IL MARE ATTRAVERSATO IN CAMION

Berlino 19/02/1929

Nelle prime ore di questa mattina e per l’intera giornata su tutta la Germania Settentrionale si è rovesciata
una nuova ondata di freddo proveniente come quella di otto giorni fa dalla Russia.
Il termometro che ieri sera a Berlino si era tenuto quasi sempre all’incirca sui cinque gradi sotto lo zero,
è sceso la notte scorsa fino ai dodici gradi per risalire in giornata fino ai nove gradi sotto lo zero,
e nelle prime ore di questa notte è già sceso fino ai quindi gradi sotto lo zero.
Anche questa nella parte settentrionale della Germania e specialmente nella Prussia Orientale,
si segnalano le più basse temperature generalmente inferiori ai venti gradi sotto zero.
Da tutte le parti vengono segnalate gravi interruzioni nei servizi pubblici,
i soliti ritardi ferroviari e soprattutto difficoltà sempre crescenti per l’approvvigionamento
dell’acqua nelle case.
Le condutture sono difatti tutte ghiacciate e in alcune parti anche di Berlino,
l’acqua è diventata una assoluta rarità tanto da venire razionata e venduta a litri per le strade.
Le previsioni meteorologiche ritengono unanimemente che per il momento non c’è nessuna speranza
di miglioramento.
Le regioni più duramente colpite dal freddo intenso è conseguentemente dal ghiaccio,
sono le coste del mar Baltico e del Mare del Nord.
Continuano ad essere segnalati moltissimi bastimenti rimasti prigionieri del ghiaccio
ed i due incrociatori che hanno operato finora diversi salvataggi non sono in grado
di riprendere il mare sia per le avarie riportate durante i primi salvataggi,
sia perché non sono assolutamente in grado di spezzare il ghiaccio fortissimo che sbarra loro il cammino.
In una condizione difficilissima si trovano gli abitanti delle isole del mare Baltico e del mare del Nord che
non hanno più alcuna comunicazione con la terra ferma essendo i bracci di mare che li separano da questa,
completamente ghiacciati.
La popolazione comincia a soffrire gravemente per la mancanza di viveri e di carbone,
e già quest’oggi è stato organizzato un servizio di approvvigionamento con gli aeroplani
per portare i primi soccorsi ai casi più urgenti.
Alcuni tratti di mare presentano un ghiaccio talmente spesso che dei pesantissimi camion
possono procedere su di esso senza la minima difficoltà di modo che anche questo mezzo
è stato usato per l’approvvigionamento .
SI BALLA SUI GHIACCI DEL PO

Ferrara 19/02/1929


Nel pomeriggio di ieri presso il paese di Occhiobello, si è svolta una festa danzante sui ghiacci del Po.
L’avvenimento eccezionalissimo è stato il bis di altre danze consimili svoltesi nel dicembre 1879
a Pontelagoscuro ed a Polesella.
In quest’ultima località, anzi, il ghiaccio si inabissò un ora circa dopo il termine della festa.
La festa di ieri aveva richiamato sul posto una grande folla.
Alcuni rivenditori di dolciumi si erano portati sul fiume coi carretti della loro mercanzia.
Varie centinaia di persone hanno attraversato il Po dalla sponda veneta a quella ferrarese a piedi.
Il primo a passare, per provare la resistenza del ghiaccio è stato il podestà del comune.
Lo spettacolo però sta volgendo al termine perché la temperatura si è fatta più mite.

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