martedì 27 settembre 2011

30 gradi sotto zero in Bosnia

L’INVERNO
IL CICLONE SUI BALCANI
30 GRADI SOTTO ZERO IN BOSNIA

Belgrado 22/02/1929
L’ondata di freddo che imperversa su tutta la Jugoslavia e che si sperava si sarebbe attenuata,
continua a manifestarsi con intensità.
La temperatura si mantiene dovunque sotto zero,
anche nel litorale adriatico dove sono stati registrati 5 gradi sotto zero a Spalato e 2 sotto zero a Ragusa.
Nelle altre città e località il termometro ha subito degli sbalzi ancora più notevoli.
Stamane infatti la temperatura a Belgrado e discesa a 17 gradi sotto zero,
a Zagabria 18 gradi sotto lo zero, a Kraguyeva e a Sarajevo 30 gradi sotto lo zero.
Questo straordinario periodo invernale provoca, come è comprensibile,
numerosi danni al servizio ferroviario e alle comunicazioni cosicchè gli orari dei treni
continuano ad essere mantenuti in limite ridotto.
Gli approvvigionamenti scarseggiano in maniera sempre più preoccupante e la penuria
di combustibile si fa risentire in modo gravissimo specialmente nelle città.



UN MILIONE DI BOTTIGLIE DI VERNICE SCOPPIANO A GRATZ CENTINAIA DI PERSONE DIPINTE

Gratz 22/02/1929

L’intensissimo freddo ha provocato lo scoppio di un deposito di bottiglie contenenti vernici.
Ben presto lo scoppio si è propagato a tutte le bottiglie che erano ammonticchiate
nel vastissimo deposito, circa un milione.
Il fragore dello scoppio è stato così formidabile che tutti coloro che abitano nei dintorni
del deposito di vernici hanno creduto trattarsi nientemeno che di un terremoto
e si sono riversati nelle strade anche semivestiti.
Poiché la vernice era sprizzata dovunque e le strade prossime al luogo dello scoppio
erano pressoché allagate si può immaginare in che stato parecchie
centinaia di persone si erano ridotte in pochi minuti.
Molti sembravano appena usciti da un bagno nella vernice,
altri avevano gli abiti e il viso cosparsi dai più vari colori.


CRITICA SITUAZIONE IN GRECIA

Atene 22/02/1929

Da stamane il freddo è divenuto molto più intenso in tutta la Grecia.
A Calavryta, nel Peloponneso, la neve ha raggiunto due metri e mezzo di altezza.
Le linee telegrafiche sono quasi ovunque distrutte.


LINEE INTERROTTE IN ABRUZZO DA BUFERE DI NEVE

Roma 22/02/1929

La bufera di vento e neve si è spostata verso gli Abruzzi e le Puglie.
Il servizio ferroviario è stato ostacolato nei tratti più alti ed esposti delle linee,
per forti cumuli di neve di struttura granulare, provocati dal vento e dal gelo,
che hanno causato qualche temporanea interruzione.
Sulla Avezzano – Sulmona presso la stazione di Carrito che è la più elevata
della linea, 900 metri sul livello del mare, alle 17 di ieri giovedì,
è rimasto incagliato il treno accelerato per Roma,
i viaggiatori hanno potuto profittare di un treno speciale per fare ritorno a Sulmona.
La linea è tuttora interrotta, sarà riattivata in giornata.
La linea Sulmona Caianello è rimasta interrotta, in seguito allo svio di un carro spartineve,
verificatosi nel pomeriggio di ieri presso la stazione di Alfedena, che è ad 878 di metri di altezza sul mare.
Sulla Termoli Campobasso, tra Bonefro e Campolieto, la neve accumulata dal vento
ha ieri raggiunto 4 metri di altezza.
Sulla Foggia Potenza, tra le stazioni di Barile e Rionero, la neve ha raggiunto i tre metri,
provocando l’incaglio dello spartineve in circolazione, che con successivo treno di soccorso
è stato liberato poco dopo il mezzogiorno.
La linea sarà ristabilita entro oggi.
Il treno proveniente da Castellammare Adriatico che doveva giungere colà alle ore 18
è rimasto bloccato dalla tormenta a qualche chilometro dalla stazione di Pescina.
Così pure un treno merci è rimasto bloccato lungo il tronco ferroviario tra le stazioni
di Collarmele e Pescina.
Per la grande quantità di neve e per la violenza della tormenta sono deviati sette carri del treno merci.
Appena avvertita la stazione di Avezzano è stato subito provveduto per la formazione
di treni di soccorso il primo dei quali è partito all’una di questa notte con un centinaio di operai.
Il secondo treno di soccorso è partito stamane alle 4 con 44 ferrovieri avventizi e 60 militi della 132° Legione
Un terzo treno di soccorso è partito stamane alle otto con viveri e provviste.
le comunicazioni sono ancora interrotte, però si lavora alacremente allo sgombero della linea.
Sul posto vi sono oltre seicento operai, i treni dal lato di Sulmona arrivano fino alla stazione
di Ortona e dal lato di Avezzano fino alla stazione di Collarmele.


RIPRESA DEL FREDDO NEL TRENTINO

Trento 22/02/1929

Dopo cinque giorni di temperatura relativamente mite che ha segnato nelle ore diurne alcuni gradi sopra zero, il freddo ha fatto stamane una nuova comparsa facendo scendere il termometro,
in città, fino a nove gradi sotto zero, mentre nelle valli sono registrate temperature ancora più rigide,
variabili tra i dodici e in venti gradi sotto lo zero.
I corsi d’acqua e le cascate che avevano iniziato lentamente a Sgelarsi nelle ore del sole,
si sono nuovamente ricoperti di un fitto e solido strato di ghiaccio.
In Valle di Non è stata rinvenuta assiderata, nei pressi del villaggio di Rallo, certa Maria Tolotti.
La disgraziata venne ricoverata all’ospedale di Cles dove i medici, constata la gravità dell’assideramento,
dovranno amputarle una gamba.


L’ONDATA NEL VENETO

Udine 22/02/1929

Vengono segnalati parecchi casi di assideramento nella provincia provocati
da un improvviso rincrudimento del freddo.
Ieri il termometro è sceso a 7 gradi sotto lo zero e oggi -9.5.
Fuori porta sono stati superati i dieci gradi sotto zero.

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